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Se il bambino mangia poco

Se il bambino mangia poco

Dossier - Se il bambino mangia poco



La mancanza di appetito nell’età infantile è un disturbo diffuso che crea moltissima preoccupazione da parte dei genitori, ma, salvo casi di malattie croniche o malnutrizione da parte della famiglia, è un fenomeno transitorio.
La mancanza di appetito può essere indicativa di malattie in corso (influenza, bronchite, malattie esantematiche ecc.) o di una convalescenza.

I bambini, come talvolta anche gli adulti, comunicano i loro sentimenti e le loro paure anche attraverso il cibo. La disappetenza può allora essere il segnale di un disagio: un conflitto familiare, la gelosia nei confronti di un fratellino, problemi scolastici ecc..

Spesso la responsabilità dell’inappetenza nei bambini risiede proprio nel rapporto ansioso nei confronti dei genitori, i quali ritengono che mangi troppo poco. Bisogna fare attenzione all’effettivo fabbisogno energetico, su cui il pediatra può fornire delucidazioni in base alle specifiche curve di crescita.

Quando un bimbo soffre di inappetenza, è bene monitorare un’eventuale perdita di peso o un significativo rallentamento della crescita ponderale, ossia del peso, ma la cosa migliore è trasmettere serenità al piccolo, e cercare di capire le cause che lo portano a mangiare poco e/o controvoglia.

Non è vero che se un bimbo mangia di più cresce più in fretta, poiché la velocità di crescita è genetica, e ognuno segue il suo ritmo, i suoi reali bisogni.

Per ovviare all’inappetenza dei bambini valgono le stesse regole comportamentali da tenere a tavola. A queste si aggiungono gli insegnamenti basilari della buona educazione, come stare seduti in modo composto, evitando però di utilizzare il cibo come arma di premio o ricatto.

In particolare è importante appoggiare e stimolare nel bimbo il suo desiderio di socializzare a tavola. Il pasto non sarà soltanto il momento in cui ci si sfama, ma diventa un\'occasione per stare insieme agli altri.

Per quanto riguarda la scelta dei cibi, oltre al fabbisogno di sostanze nutritive, è fondamentale tenere conto dei gusti del bambino, che, soprattutto a partire dai tre anni,  è in grado di esprimere a suo modo quali sono i sapori che preferisce.
Buona abitudine è quella di coinvolgere il piccolo nella preparazione del pranzo, in modo da creare un rituale quotidiano e positivo che precede i pasti.
 

Nota:

  1. Il Pensiero Scientifico Editore
  2. Il Progetto Cuore, a cura dell’Istituto superiore di Sanità, 2007;
  3. Salus.it
  4. Lifegate.it
  5. Kiviniemi T.O. et al. A moderate dose of red wine and de-alcoholized red wine increases coronary flow reserve.Atherosclerosis. 2007 Dec;195(2):e176-81. Epub 2007 Jul 26.
  6. Chao C. Associations between beer, wine, and liquor consumption and lung cancer risk: a meta-analysis Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 16(11):2436-47, 2007.
  7. Dell’Agli M. et al. Gli effetti positivi sui vasi sanguigni dei polifenoli presenti nell’uva rossa. Cardiovasc Res. 63(4):593-602, 2004.
  8. Renaud SC et al. Moderate wine drinkers have lower hypertension-related mortality: a prospective cohort study in French men. Am J Clin Nutr. 80(3):621-5, 2004.
  9. Dorn JM et al.: Alcohol drinking pattern and non-fatal myocardial infarction in women. Addiction 102(5):730-9, 2007.
  10. Strandberg TE et al.: Alcoholic beverage preference, 29-year mortality, and quality of life in men in old age. J Gerontol A Biol Sci Med Sci 62(2):213-8, 2007.
  11. Linee guida per una sana alimentazione italiana, a cura dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), Ed. 2003.

13-11-2013

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